Le costruzioni restano uno dei settori con il maggior numero di infortuni mortali. Secondo i dati dell’Osservatorio sul Lavoro, alla fine del 2023 l’edilizia era il comparto con più decessi, 150 vittime. Nel primo semestre del 2024 il primato non è cambiato: 68 morti. Di fronte a questi numeri la risposta abituale è aggiungere: più controlli, più documenti, nuove figure professionali. Servono tutti. Ma c’è una variabile che resta spesso fuori dal discorso, ed è il modo in cui l’edificio viene costruito.
Sicurezza nei cantieri edili: sei ragioni per cui dipende dal sistema costruttivo
Le costruzioni restano uno dei settori con il maggior numero di infortuni mortali. Secondo i dati dell’Osservatorio sul Lavoro, alla fine del 2023 l’edilizia era il comparto con più decessi, 150 vittime. Nel primo semestre del 2024 il primato non è cambiato: 68 morti. Di fronte a questi numeri la risposta abituale è aggiungere: più controlli, più documenti, nuove figure professionali. Servono tutti. Ma c’è una variabile che resta spesso fuori dal discorso, ed è il modo in cui l’edificio viene costruito.
Giovanni Spatti, Amministratore Delegato di Wood Beton, lo dice senza giri di parole: «Se vogliamo ridurre ed eliminare gli infortuni non bastano controlli e documenti cartacei: la sicurezza passa inevitabilmente dal sistema costruttivo.»
Il passaggio dall’edilizia tradizionale all’edilizia industrializzata incide sul rischio in almeno sei punti precisi.
1. Gran parte del lavoro si fa in stabilimento, a terra
Con le tecnologie off-site pareti, solai e coperture vengono prodotti in fabbrica. Gli operatori lavorano al riparo dagli agenti atmosferici, a temperatura controllata e soprattutto a terra. Pioggia, vento, ghiaccio e caldo, che in cantiere cambiano le condizioni di lavoro da un giorno all’altro, in stabilimento non entrano in gioco.
2. Il tempo in quota si riduce drasticamente
Il lavoro in quota è una delle principali fonti di rischio in cantiere. Con l’edilizia industrializzata il tempo che gli operai trascorrono in altezza si riduce in modo netto: in alcuni casi si arriva a un decimo del tempo che sarebbe servito in un cantiere tradizionale.
3. Meno persone esposte durante il montaggio
Gli elementi arrivano prefabbricati, quindi la squadra di montaggio è ridotta al minimo. Oltre all’operaio che dirige i sollevamenti, bastano un paio di lavoratori per movimentare e fissare i pannelli.
Conta anche dove si muovono. Il fissaggio avviene sempre su elementi bidimensionali, mai su superfici lineari come una trave: l’operatore ha sotto i piedi un piano d’appoggio che gli consente di spostarsi con facilità. Gli agganci per i DPI anticaduta sono già predisposti sui pannelli.
4. Le protezioni collettive arrivano già montate
Parapetti e protezioni collettive sono a bordo degli elementi prefabbricati. I fissaggi meccanici che collegano il parapetto al pannello vengono previsti in fase di progettazione e realizzati a terra, prima del sollevamento in quota. Quando il pannello sale, la protezione c’è già.
5. Niente ponteggi
I sistemi off-site permettono di realizzare involucri completamente prefiniti in stabilimento. Il risultato è che in cantiere, in molti casi, i ponteggi non servono. Ed è un punto che pesa: montaggio e smontaggio dei ponteggi sono spesso causa di infortuni e cadute dall’alto.
Lo stesso principio vale nella riqualificazione. Con Rhinoceros-Wall®, l’esoscheletro che Wood Beton applica agli edifici esistenti, le lavorazioni esterne si svolgono senza ponteggi mentre gli abitanti continuano a vivere nelle proprie case.
6. La sicurezza si decide in fase di progetto
Nell’off-site ogni aspetto legato alla sicurezza viene definito durante la progettazione e poi predisposto in stabilimento, prima del montaggio. Questo obbliga le figure coinvolte a confrontarsi in anticipo, quando un problema si risolve su un disegno e non su un’impalcatura. È un dialogo che evita buona parte delle criticità che, in un cantiere tradizionale, emergono solo a lavori in corso.
Dopo il montaggio
C’è un effetto meno evidente. Una volta completate le fasi di montaggio della struttura, in cantiere può entrare un numero maggiore di persone, che lavorano al piano e con fattori di rischio ridotti. È la parte di cantiere che somiglia di più a un normale luogo di lavoro.
Per Wood Beton questo è un aspetto di sostenibilità sociale, non solo di prevenzione. E si lega a un problema che il settore conosce bene: il lavoro di cantiere attrae sempre meno persone. Spatti la mette così: «Lavorare in cantiere è faticoso. Come si può rendere attrattivo questo lavoro? Portandolo in fabbrica, rendendolo sicuro, pulito, vicino a casa.»